Nuovo codice della crisi d’impresa | Credito facile

A luglio 2022 è entrato in vigore il nuovo codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che è andato a sostituire il regio decreto 16 marzo 1942, n. 267 e la disciplina sulla composizione della crisi da sovraindebitamento di cui alla legge n. 3/2012, e a recepire la direttiva dell’Unione Europea n. 2019/2013 Insolvency.

Si tratta di uno strumento pensato per individuare in anticipo potenziali pericoli e permettere all’azienda di prendere le necessarie contromisure: l’idea alla base è spingere le aziende ad affrontare i problemi prima di arrivare allo stato di insolvenza potenziando i sistemi di controllo.

È stato infatti approvato dal governo uno schema di decreto che introduce “assetti organizzativi” delle imprese e i segnali di allarme per prevenire la crisi d’impresa, che dovrebbe venire aggiornato ogni tre anni.

Assetti organizzativi dell’impresa

Gli imprenditori devono dunque istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alle dimensioni dell’azienda che possa rilevare tempestivamente un eventuale stato di crisi evidenziando eventuali squilibri patrimoniali, controllando la sostenibilità dei debiti, la continuità aziendale e la lista di controllo dei segnali di allarme.

Segnali di allarme

Come segnali di allarme sono stati individuati la presenza di debiti nei confronti di dipendenti, fornitori, banche o istituti di credito e creditori pubblici (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate), che a secondo dai tempi e dalle dimensioni rispetto ai debiti non scaduti, vengono letti come forieri di una possibile crisi aziendale.

L’imprenditore in condizioni di squilibrio patrimoniale o economico finanziario può richiedere presso la CCIAA, la nomina di un esperto indipendente quando il risanamento dell’azienda risulta perseguibile. È stato inoltre introdotto l’istituto del concordato semplificato per le situazioni in cui le procedure attuate dall’imprenditore non abbiano dato esiti di tipo negoziale.

 

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